venerdì 21 febbraio 2014

Il rischio e il requisito patrimoniale degli istituti bancari

Il rischio è una caratteristica intrinseca a tutte le operazioni, a tutte le azioni che si compiono. Nasce dall'impossibilità di essere a conoscenza di tutte le variabili che possono influenzare l'esito dell'azione.
Una prima classificazione vede contrapporsi i rischi puri ai rischi speculativi. La contrapposizione è negli effetti che si manifestano. Nel caso dei rischi puri l'effetto è solo dannoso, mentre i rischi speculativi possono produrre effetti di entrambi i segni, positivi o negativi. Non di meno l'attività di investimento è spesso chiamata speculativa. L'investimento può dare utile o perdita.

Ogni settore ha rischi specifici, ma si può dire in generale che i rischi derivino da fattori esogeni o endogeni, e quindi di rischi aleatori o rischi interni. 
In un'ottica aziendale rappresentano rIspettivamente i rischi dovuti all'ambiente e il rischio operativo.

Ma in questo APPUNTO parliamo dei rischi in cui incorrono gli intermediari finanziari. Date le loro caratteristiche e data la struttura del sistema finanziario (i cui APPUNTI sono in questo blog) non è possibile (eccetto specifiche deroghe) permettere la valutazione dei rischio con un metodo interno, che sarebbe basato sulla discrezionalità del soggetto. L'importanza del sistema finanziario e la natura degli intermediari finanziari ha determinato la costituzione di organi di vigilanza. 
Gli organi di vigilanza internazionale si riunirono nel Comitato di Basilea (1988) e giunsero a firmare il trattato di Basilea 1 (il primo di 3). Giunsero a definire quale fosse il patrimonio minimo da detenere per rispettare gli impegni che una banca internazionale prenda verso le proprie controparti. Basilea 1 definisce anche una ulteriore classificazione dei rischi essenziale per la misurazione del patrimonio minimo.
Basilea 1 definisce il Requisito Patrimoniale Minimo (RPM) come rapporto tra il Patrimonio di Vigilanza e la sommatoria delle attività poste al rischio di credito ponderate ad un coefficiente percentuale, è deve essere uguale o maggiore a 0,08
RPM = PV / SOMMATORIA  A P > 8%

Le attività sono gli impegni che la banca prende con le varie controparti. Tenendo della natura della controparte, del rischio Paese e delle garanzie poste l'attività corrispondente viene ponderata a valori percentuali quali 2% 40% 60% 80% 100% che devono rappresentare il rischio di insolvenza della controparte. I valori più bassi vengono dati ai Governi, passando poi per le Banche e giungendo fino all'impresa o al cliente che ha chiesto il credito.

Il patrimonio di vigilanza è somma del Patrimonio di base e al Patrimonio supplementare. Il primo è il raggrupando del capitale sociale e delle riserve mentre il patrimonio supplementare è composto da quelle fonti a garanzia di depositanti, creditori e in generale degli stakeholders, fonti privilegiate solamente rispetto al capitale sociale.

Le stesse autorità vedendo l'evoluzione del mercato apportarono una prima modifica al RPM (detto anche indice di solvibilità) aggiungendo al denominatore un fattore che tenesse conto anche dei rischi in strumenti azionari, obbligazionari, in valuta estera.

RPM = PV / SOMMATORIA  A P + 12,5 RPRM

RPRM = Requisito Patrimoniale per il Rischio di Mercato.

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