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sabato 25 maggio 2013

Fare sistema per un'economia migliore

Definiamo un sistema un mondo la cui forza è eccezionale. Un territorio non per forza coincidente o circoscritto ai confini amministrativi di comuni, province, regioni o stati. Un territorio in cui risiedono persone e soggetti che hanno in comune usi, costumi, leggi e un patrimonio antropomorfico e naturale.Soggetti che hanno relazioni, che comprendono che la forza è nell'unità, soggetti che collaborano. Cancelliamo, scappiamo dalla visione egoistica e giungiamo ad un'unica catena più forte. Una catena che trasmetti un'immagine vera e unica. A prescindere dal settore, nei luoghi, nei territorio dove c'è sistema la comunità, le imprese e gli organi amministrativi collaborano e devono ridistribuire la ricchezza. Diventando un'unica catena si diventa competitivi a livelli sovranazionali, a livelli globali. Per i territori dove c'è crisi questo diventa un ottimo mezzo di ricerca di fondi.
Con un'unica, reale immagine di valore si attraggono investimenti esteri che si devono trasformare in ricchezza. L'importante è ricordare che il valore è più importante dell'investimento. Se l'investimento non arriva il valore rimane e qualcun altro potrà investire. Ma se il valore non c'è qualunque investimento non frutterà. Tutti gli imprenditori dovrebbero capire che è inutile farsi guerra, in questa realtà globale. Mentre noi ci facciamo guerra i consumatori possono andare altrove per spendere i propri soldi. Se noi litighiamo ci concentriamo sull'abbattere l'avversario, quando invece dovremmo concentrarci sul creare valore.

lunedì 11 marzo 2013

Il calibro della frutta

Una riflessione durante il corso universitario.
 
Parlavamo di standardizzazione, cioè rendere alcune qualità di certi prodotti standard, omogenei. Con prodotti simili le aziende di trasformazione possono utilizzare meglio i macchinari.

Un esempio e spunto di riflessione fu il calibro della frutta. Se lo spremi agrumi ha una certa dimensione avrebbe difficoltà a spremere frutti con dimensioni differenti.
 
In breve allora i contadini vogliono vendere la propria frutta alle aziende di trasformazioni.
Queste hanno macchinari che funzionano con certe dimensioni della frutta, o meglio con determinati calibri.
Allora il contadino dovrà produrre frutta della stessa dimensione. Ma la raccolta non dà sempre frutti uguali.
Allora i contadini potranno vendere solo la frutta di una certa dimensione.
Questà non è la riflessione bensì una realtà.
 
Oggi giorno però un contadino può operare tramite associazioni, cooperative e saltare tutte le aziende della filiera di trasformazione e distribuzione potendo vendere direttamente al consumatore.
Questa è il canale KM0.
 
Allora alcuni potrebbero avanzare come appunto che la marmellata non può essere venduta da un contadino. Cosa non sempre vera. Ma comunque potremmo imparare a fare la marmellata e altri derivati della frutta alla vecchia maniera. Non dico di comprarvi una macchina per fare le marmellate, le spremute o le passate ma basterebbero dei mortai, dei spremiagrumi manuali.
 
Così potremmi gustare frutta fresca, il contadino riuscirebbe a vendere tutta la sua frutta, noi potremmo risparmiare sulla spesa e ritornare alle vecchie e sane abitudini.
Immagino che alcuni possano intervenire con frasi:
oggi giorno non c'è tempo per fare certe cose - eppure tutti hanno tempo per usare internet in modo frivolo;
la frutta non è più quella di una volta - la colpa è nostra che vogliamo prodotti come marmellate e derivate della frutta, magari senza pagare molto, ciò ha portato alla standardizzazione della frutta per le aziende della filiera e così i contadini si sono sentiti obbligati a sacrificare la qualità per la omogeinizzazione delle coltivazioni.
IO vi consiglio di rifletterci

mercoledì 27 febbraio 2013

Compra - Vendita

In una situazione di prezzo trattabile è cosa utile avere più informazioni sull'altro soggetto prima di fare una offerta o una contro offerta.
Per stabilire un prezzo che possa andare bene è conveniente sapere :
perchè si compra/si vende quell'oggetto;
conoscere e analizzare gli interessi dell'altra parte;
comprendere l'importanza della transazione per ambo le parti (anche se per la propria parte già si dovrebbe esserne a conoscenza).

domenica 24 febbraio 2013

Prodotto e vendita - Marketing di successo o successo del Marketing?

La domanda è composta da due frasi
MARKETING DI SUCCESSO
e
SUCCESSO DEL MARKETING
Intendo nel primo caso a quei prodotti nati da uno studio e da una progettazione allo scopo di soddisfare un bisogno.
Nella seconda frase vorrei puntualizzare che il marketing come materia di studio, direi filosofia della vendita, può essere applicata ad un qualsiasi prodotto portandolo al successo.
La differenza? Intendo dire che nel primo caso il prodotto ha un'utilità, nel secondo caso seppu ha successo non ha utilità o in certi casi può danneggiare o far nascere altri bisogni.
Ora il marketing insegna come fare successo ma fare marketing vuol dire anche focalizzarsi sul prodotto. Ci sono altri fattori che influenzano il successo, ma utilizzare gli altri per offrire un prodotto inutile vuol dire imbrogliare le persone.
E qui una domanda che sfocerebbe in un discorso filosofico, psicologico ma che alla fine si sviluppa in nozioni economiche. Come si vende un prodotto.
è molto facile ingannare le persone ma la vendita consiste nell'arte di persuadere le persone che spesso sfocia nell'inganno.
Se si focalizza l'attenzione sull'utilità il consumatore non può essere tratto in inganno. Al massimo avrà davanti a sè un insieme di prodotti che soddisfanno lo stesso bisogno e che quindi SONO UTILI.
Ebbene ora si può parlare di marketing e delle altre leve.
Ma quali sono i bisogni da soddisfare? Come per tutte le domande ci sono molti studi a riguardo che nascono da ambiti diversi.
Ma il bisogno è personale. Se la persona ha un desiderio allora ha un bisogno. Che esso sia per la sopravvivenza o per il divertimento rimangono pur sempre bisogni e l'uomo necessita di soddisfarli.
Esistono persone che sono capaci di mostrarvi che voi avete bisogno di qualcosa, ma se noi ce ne convinciamo (e in realtà non abbiamo alcun bisogno di quel genere) la colpa è nostra che ci facciamo abbindolare (beh sempre se non vi puntano una pistola alla testa, in tal caso è bisogno di sopravvivere ^_^ )
Oggi parlando con la mia fidanzata mi trovo a ragionare sulla parola educare e alcune correnti intendo che esiste coercizione da parte dell'educatore che ci inculca la sua morale.
Ma i genitori sono le prime persone che possono educare un bambino e forse l'amore che essi hanno può portare ad una educazione corretta. Si possono innescare per errore idee sbagliate ma ricordiamo una semplice regola : SE FAI MALE A QUALCUNO FORSE STAI SBAGLIANDO!
E allora dovremmo farci un esame di coscienza e autocorregerci. ^_^