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domenica 8 novembre 2015

Le sette regole dell’ascolto - Tratte da "Arte di ascoltare e mondi possibili" di Marianella Sclavi

Tratto dal blog di Giovanna Cosenza - http://www.giovannacosenza.it/ - 
G.C. dice - Mi limito oggi a postare le sette regole dell’ascolto proposte da Marianella Sclavi nel suo Arte di ascoltare e mondi possibili del 2003, riprese durante il Summit da Daniela Selloni, giovane designer e docente a contratto al Politecnico di Milano. Eccole:
  1. Non avere fretta di arrivare alle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
  2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.
  3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.
  4. Le emozioni sono strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.
  5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti, perché incongruenti con le proprie certezze.
  6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione interpersonale. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei confitti.
  7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sé.

venerdì 19 aprile 2013

Trade - off tra accuratezza e sforzo

Trade - off tra accuratezza e sforzo vuol dire che ognuno di noi nel percepire e definire un problema deve scegliere se vedere più aspetti possibili oppure economizzare lo sforzo mentale valutando solo pochi aspetti del mondo.
La capacità di selezionare il minor numero di aspetti e nel contempo di includervi la maggior parte degli aspetti rilevanti per un'efficace soluzione è una capacità cognitiva fondamentale.
Quindi ognuno di noi cercherà un giusto compromesso tra sforzo di vedere quanti più aspetti possibili ma valutando solo quelli rilevanti, che hanno quindi una giusta relazione con i risultati da conseguire.

mercoledì 6 marzo 2013

Giudizio a prescindere


Albert Eistein

Beh anzitutto direi che un pregiudizio è una visione di qualcosa/qualcuno a prescindere dalla realtà dei fatti. 
Diverso dalla prima impressione perchè in tal caso l'impressione nasce dopo un primo contatto.
Mentre nel pregiudizio manca il contatto. Ci si può chiedere allora come può nascere un giudizio senza avere un soggetto dinanzi che si materializza in qualche modo nella nostra mente.
In tal caso il pregiudizio è un processo di elaborazione di un mondo virtuale le cui fondamenta sono nelle esperienze passate. Non a caso chi ha un pregiudizio accompagno questo suo giudizio con frasi del tipo: sai quante ne ho viste io?! Sono tutti così?
Ebbene un pregiudizio allora diventa difficile da spezzare nel momento in cui una persona giunge all'asserto per cui le sue esperienze regresse siano abbastanza per poter visualizzare un soggetto senza venirne a contatto.
Una persona però dovrebbe sempre ricordarsi che seppur avere pregiudizi è un eurisma efficiente non sempre le situazioni si ripetono pari pari. Dovremmo comunque ricordare che c'è una percentuale di errore, che seppur piccola è comunque presente.

mercoledì 27 febbraio 2013

Un Gran Decisore

Una persona a capo di un'equipe, a capo di un progetto, un allenatore, un maestro, tutte quelle persone che si trovano a dover prendere una decisione possono migliorare se stessi nell'atto di prendere le decisioni ricordando che:
  • è meglio aver appreso e apprendere quanti più e vari eurismi;
  • è giusto conoscere sia eurismi generali che specifici, rispetto alle proprie mansioni;
  • bisogna conoscere l'esistenza di distorsioni nelle decisioni e auto analizzarsi per comprendere se non si incappi in una di esse;
  • è bene ascoltare tutti i commenti, le critiche delle persone con cui siamo a contatto, che esse siano sottoposti, allievi, collaterali, colleghi, superiori e mentori.